Il Canonico Giovanni Spano

  • Pubblicato: 26 novembre 2014
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ultima provaOltre cento persone hanno partecipato nel pomeriggio del 25 Novembre nella Sala Convegni del Museo Diocesano alla presentazione del libro scritto da Paolo Bullitta “Il Canonico Giovanni Spano“.

L’evento, organizzato dal gruppo del Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale di Cagliari, è stato pensato come un momento per ricordare e celebrare la figura dell’illustre Canonico Giovanni Spano (Ploaghe 1803 – Cagliari 1878), grandissimo studioso e professore di linguistica e filologia, promotore della lingua sarda, padre delle ricerche archeologiche in Sardegna, eminente teologo e apprezzato scrittore: un personaggio “illuminato” a cui si deve il merito di aver scoperto e diffuso le ragioni culturali della nazione sarda.

Dopo un breve saluto dell’Arcivescovo, Mons. Arrigo Miglio, che ha voluto ricordare l’importanza dell’uomo, della sua dignità e del suo ruolo nella storia, citando il discorso del Santo Padre Francesco al Parlamento Europeo, l’argomento del libro è stato introdotto dal direttore del Museo Diocesano, Maria Lucia Baire. Lei ha tracciato brevemente la biografia dello Spano citando in particolare due opere scritte dal Canonico, tanto care ai cagliaritani e agli storici dell’arte: la “Guida della Città e dintorni di Cagliari” e la “Guida del Duomo di Cagliari“.

PresentazioneLibroCanonicoSpanoLa parola è poi stata data a Don Gianfranco Saba, rettore del Pontificio Seminario Regionale Sardo, che ha ricostruito la vita del Canonico Spano ponendo l’attenzione sul suo operato da intellettuale devoto alla Chiesa, capace di portare, attraverso la cultura, messaggi importanti in tutti gli ambienti che frequentava durante i suoi numerosi viaggi nella Penisola.

Anche Marinella Ferrai Cocco Ortu, già direttore dell’Archivio di Stato di Cagliari, ha proseguito, durante il suo intervento, nell’analisi della biografia del canonico Spano citando il giudizio che di lui avevano i suoi contemporanei e chi immediatamente l’ha seguito.

A concludere la presentazione è intervenuto brevemente l’autore del libro per spiegare i motivi che l’hanno spinto a scrivere questo testo, nel tentativo di ricordare e dare lustro all’eredità che questo insigne studioso sardo ottocentesco ha lasciato in tutti i campi dello scibile umanistico, non soltanto alla Sardegna, ma all’Italia tutta.


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