L’opera del mese: il Calice gotico del XV secolo

  • Pubblicato: 01 ottobre 2014
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Bottega cagliaritana, Calice, XVI secolo

Bottega cagliaritana, Calice, XV secolo

Nonostante il ruolo fondamentale che i calici ricoprono durante le celebrazioni liturgiche, sopravvivono in Sardegna un numero esiguo di esemplari riconducibili al Medioevo.

Da una serie di documenti e inventari è deducibile, a partire dal XII secolo, la presenza di un calice perfino nelle piccole chiese, ma le prime testimonianze materiali risalgono soltanto al XIV secolo.

Non stupisce, quindi, che uno dei pezzi più preziosi e ricchi di storia risalga alla fine del XV secolo. Si tratta di un calice in argento dorato esposto al secondo piano del Museo del Duomo di Cagliari. È alto 29 cm, con un diametro della base di 19 cm e un diametro della coppa di 11 cm. Poggia su un piede polilobato con base mistilinea suddiviso nella parte superiore in sei specchi con angeli che reggono i simboli della Passione. Particolarissimo è il fusto dove si trovano racchiuse dentro piccole ogive, statuine di santi. Il nodo sovrastante riproduce la forma architettonica di un tempietto gotico (cosidetto a macolla) e ospita nelle edicole degli angeli reggi-cartiglio. La sottocoppa è traforata con racemi vegetali terminanti in grandi fiori. Nell’orlo della coppa e della base è presente il punzone CA in caratteri gotici.

Bottega cagliaritana, Calice, XVI secolo, particolare

Bottega cagliaritana, Calice, XVI secolo, particolare

La presenza del piede mistilineo e del nodo a tempietto gotico, così come il marchio cagliaritano, portano a datare il pezzo ancora nell’ambito del XV secolo, mentre lo studioso Raffaello Delogu ipotizzava di spostare la datazione all’inizio del secolo successivo per la presenza degli angeli cherubini.

Un calice simile all’esemplare cagliaritano è custodito nella Cattedrale di Ales (Oristano).


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