L’opera del mese: l’Addolorata

  • Pubblicato: 01 novembre 2014
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Ambito napoletano, Addolorata, XVII secolo

Ambito napoletano, Addolorata, XVII secolo

La devozione verso la Madonna Addolorata trae origine da quanto riportato nei passi del Vangelo in cui si parla della presenza della Madre del Cristo sul Calvario e del dolore sofferto per la passione di suo Figlio. Il culto si sviluppò dalla fine dell’XI secolo e trova un riferimento letterario nel “Liber de passione Christi et dolore et planctu Matris eius” di autore ignoto, nelle opere di Sant’Anselmo e di San Bernardo.

I primi santuari dedicati all’Addolorata sorsero nel XIII secolo quando fiorirono le laudi popolari come lo Stabat Mater in latino, attribuito a Jacopone da Todi, e dopo la fondazione nel 1223 dell’ordine dei Servi di Maria. All’erezione delle chiese seguirono le prime immagini della Madonna rappresentata ai piedi del Crocifisso, e, nel secolo XV, le celebrazioni liturgiche sulla “compassione di Maria” ai piedi della Croce.

Da allora vennero riprodotte un numero considerevole di statue esposte durante il periodo pasquale all’interno dei santuari. Tra queste anche una bellissima scultura in legno policromo appartenente al Tesoro della Cattedrale ed ora esposta al secondo piano del Museo del Duomo di Cagliari. Il mezzo busto dell’Addolorata, simulacro di pregevole fattura proveniente dalla Chiesa di San Giuseppe del quartiere di Castello di Cagliari, è databile ai primi anni del XVII secolo e solitamente è attribuito per motivi stilistici e iconografici a una maestranza napoletana. La scultura, alta 50 cm,  è dotata sotto la base di una placca di ferro da cui è nata l’ipotesi che la statua dovesse essere a immagine intera. Tesi avvalorata anche dalle pieghe del manto che sono aperte sul davanti come nell’iconografia dei retabli isolani del ‘500. Forse l’Addolorata faceva parte di un gruppo scultoreo raffigurante una crocifissione o una deposizione dalla croce.


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