L’Opera del Mese: Le Anfore Olearie

  • Pubblicato: 08 aprile 2014
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Giovanni Mameli, Anfore Olearie, 1569

Giovanni Mameli, Anfore Olearie, 1569

Tra gli argenti più belli e ricchi della memoria storica e religiosa,

presenti al Museo del Duomo, trovano uno spazio speciale tre Anfore Olearie, opera dell’argentiere cagliaritano Giovanni Mameli, ancora oggi utilizzate il giovedì santo per contenere l’olio benedetto dal Vescovo.

Datate al 1569, presentano una base circolare gradonata con cornice a dentelli su cui poggia il corpo a vaso diviso in due parti: quella inferiore è decorata da foglie e costolonature allungate; su quella superiore sono applicati due stemmi vescovili di Mons. Parragues di Castillejo (1558-1572). Due anse a volute desinenti in riccioli collegano il corpo al collo terminante in un coperchio mobile incernierato che termina con un pomello a balaustro.

Nel coperchio e nel collo è presente in caratteri gotici il punzone CA (Cagliari) che indica la loro provenienza.

Sul fondo della base graffita della prima anfora si legge: SANCTUM CHRISMA MONSERRAT MEREU JHOAN MAMELI ME FECIT ANO MDLXVV mj.

Nella stessa posizione nella seconda anfora è incisa la scritta: OLEUM CATHECUMINORUM MONSERRAT MEREU JHOAN MAMELI ME FECIT ANO 1569.

La terza riporta l’iscrizione: OLEUM INFIRMORUM idem con MDLXVIIII

Le anfore olearie sono tra i pezzi più significativi e rinomati del Tesoro del Duomo cagliaritano, sia per la loro eleganza formale e squisita qualità tecnica, sia perché datati e assegnati dall’iscrizione all’argentiere cagliaritano Giovanni Mameli. Questo personaggio, residente nel quartiere cagliaritano di La Pola, nel 1563 figura tra i maggiorali del Gremio ed è documentato fino al 1602, anno in cui realizza la lampada dello stesso Duomo.  Resta il dubbio del ruolo svolto da Monserrat Mereu, nome che compare nell’iscrizione e anch’egli argentiere di fiducia della curia e forse autore del modello o co-autore col Mameli delle anfore.


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