Opera del mese: il Reliquiario della Vera Croce

  • Pubblicato: 01 maggio 2015
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Reliquiario della Vera Croce

Durante il periodo del regno spagnolo, in Sardegna, gli argentieri cagliaritani, riuniti nel gremio degli “argentari ed orefici”, erano abili maestri nel creare straordinari pezzi di suppellettile ecclesiastica. Incidendo le lastre d’argento con il bulino e il cesello modellarono elaboratissimi turiboli, navicelle, anfore olearie, calici e pissidi.

Molte di queste testimonianze materiali sono conservate nel Tesoro della Cattedrale ed esposte al pubblico al Museo diocesano.

Reliquiario della Vera Croce, particolare

Tra questi un bellissimo Reliquiario della Vera Croce (cm 48 x 18.5) derivante dal modello tardo- gotico della “vere-creus” diffuso nel Quattrocento dall’oreficeria catalana. Nel prezioso manufatto cagliaritano si ritrova un inconsueto nodo con un tempietto a “macolla”, tipico dei calici e dei crocioni processionali del XV secolo, ma insolito in un reliquiario. D’altronde l’intera composizione dell’opera non rispecchia i canoni classici di questa tipologia di oggetto: ha un piede piramidale esalobato con bordi frastagliati e cornice a giorno. Sulla base si innesta il tempietto gotico decorato con pinnacoli, guglie e transenne abilmente traforate sulla cui sommità poggia la croce, che ospita al centro un vano per la reliquia,  e i cui assi terminano con i bracci a sfera. Altro elemento particolare la presenza del volto di Cristo in marmi policromi circondati da perle. Il viso di Gesù che oggi sormonta la la reliquia è un pezzo che non appartiene al XV secolo ma nell’inventario delle opere della Cattedrale del 1765 risulta che, pur simile per tipologia e forma all’originale, fu sostituito nel XVIII a causa dello stato di degrado in cui versava.


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