Sa Pramma pintada

  • Pubblicato: 19 marzo 2015
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Alla vigilia della Domenica delle Palme che introduce la Settimana Santa, il Museo diocesano di Cagliari ha voluto ricordare i misteri del dolore del Salvatore con la presentazione di un libro e di una mostra temporanea dal titolo “Sa Pramma Pintada. La cultura della Palma in Sardegna”.

Il volume, scritto a due mani dall’etnologa/antropologa Maria Nevina Dore e dall’esperto don Ignazio Orrù, racconta il senso della religiosità, espresso attraverso un simbolo come la palma, “sa pramma pintada“, in cui si mischiano significati cristiani con quelli del mondo magico, propiziatorio e apotropaico della tradizione popolare.

Il libro è stato presentato mercoledì 18 Marzo nei locali del Museo, alla presenza dell’Arcivescovo di Cagliari, Mons. Arrigo Miglio, del direttore del Museo, l’ing. Maria Lucia Baire, del giornalista dott. Giacomo Serreli, del dott. Ermenegildo Lallai e degli autori.

Ha introdotto l’argomento il direttore che ha sottolineato l’importanza di condividere, in un momento come questo di preparazione alla Pasqua, una pagina così importante della memoria religiosa del popolo sardo. Mons. Miglio ha poi sottolineato quanto sia viva la fede in Sardegna e come questa trovi espressione in particolare nei riti della Settimana Santa.

Quindi è intervenuto il dott. Serreli che ha suggerito al pubblico, accorso numeroso, una chiave di lettura del testo, puntando l’attenzione sulle approfondite ricerche sul campo fatte dagli autori, per raccontare con paroOLYMPUS DIGITAL CAMERAle e immagini la storia della “filadura de sa pramma” (l’intreccio della palma) in Sardegna.

Ma la tradizione popolare sarda con i suoi riti si esprime non soltanto con i manufatti simbolici, ma anche attraverso la musica, e come ha sottolineato il dott. Ermenegildo Lallai, con l’apporto essenziale delle Arciconfraternite dei cantori, come quella della Solitudine di San Giovanni a Cagliari.

OLYMPUS DIGITAL CAMERAHanno chiuso la presentazione i due autori con il loro breve racconto sui risultati delle loro ricerche tra le fonti orali, scritte e materiali raccolte per poter “catalogare” e raccontare il rito cristiano della Domenica delle Palme, con la speranza che nulla di ciò che rappresenta la nostra memoria storica e religiosa possa perdersi nel tempo.

Per l’occasione è stata anche allestita negli spazi suggestivi del primo piano del Museo una mostra temporanea, dove è possibile ammirare bellissime palme intrecciate, vere e proprie opere d’arte che raccontano “Su Passiu” (la Passione), “Sa Gruxi” (la Crocifissione) fino alla ricostruzione fedele con le foglie di palma di episodi del Vangelo come il Battesimo di Cristo.

La mostra è stata inaugurata dopo la presentazione del libro alla presenza dei cantori dell’Arciconfraternita della Solitudine che hanno accolto con i loro canti i visitatori all’interno della sala espositiva. Infine l’autrice del libro, Maria Nevina Dore, ha accompagnato i presenti in un percorso guidato illustrando i significati simbolici e religiosi dei manufatti esposti.

La mostra è visitabile tutti i giorni, escluso il lunedì, negli orari di apertura del Museo.


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