Sala del Tesoro o delle Volte

Al secondo piano del Museo si trova un’ampia sala di pianta rettangolare che si distingue dal resto dell’edificio per la sua rilevanza architettonica. La parete più lunga risale al primo impianto della Cattedrale di cui costituiva la facciata del transetto meridionale. La copertura è costituita da un susseguirsi di volte a crociera costolonate con al centro delle gemme pendule di origine catalano-aragonese dove sono scolpiti figure di Santi e della Madonna.

La Sala delle Volte ha ospitato per secoli parte del Tesoro della Cattedrale tra cui tre dei pezzi più pregiati del Museo: il Trittico di Clemente VII, il Retablo dei Beneficiati e il Crocione processionale.

Il prezioso Trittico di Clemente VII è un’opera pittorica articolata in tre pannelli: in quello centrale sono raffigurati l’Addolorata e il Cristo patiens, nello sportello laterale sinistro la Madonna col Bambino e Sant’Anna e nello sportello destro Santa Margherita e il drago. L’Addolorata dal volto pallido e gli occhi segnati dal pianto rivela una notevole finezza psicologica mentre il Cristo coronato di spine dipinto a torso nudo esprime un dolore più severo. Tutte le figure emergono da un fondo oro sul quale un fitto reticolo di segni bruni  smorza lo splendore del fondo dorato. L’opera è la rappresentazione di un dolore interiore sapientemente misurato, quasi astratto, che nasce dalla delicatezza con cui sono resi gesti ed espressione dei volti. Il dipinto, di scuola fiamminga, databile alla fine del XV secolo, è ritenuto una copia di un originale del pittore Rogier Van Der Weyden. Trafugato dagli appartamenti privati del Papa Clemente VII dai lanzichenecchi durante il sacco di Roma del 1527, il dipinto giunse a Cagliari e fu consegnato all’Arcivescovo Girolamo di Villanova che ne informò il Papa. In segno di gratitudine per l’avvenuta restituzione, Clemente VII lasciò in dono alla Cattedrale il Trittico con l’obbligo di esporlo ogni anno all’adorazione dei fedeli il 15 agosto, giorno delle celebrazione dell’Assunta.

Un’intera parete della Sala delle Volte ospita il Retablo dei Beneficiati, una grande pala d’altare dipinta secondo la tipologia catalana del doppio trittico e realizzata nella prima metà del XVI secolo. Considerato a lungo della bottega stampacina cagliaritana fondata dal pittore Pietro Cavaro, dopo gli esami diagnostici effettuati dalla Soprintendenza delle Province di Cagliari e Oristano, si ritiene sia probabilmente opera di più artisti, forse non sardi, legati alla tradizione michelangiolesca e raffaellesca .

Accanto al Retablo trova posto il cosiddetto Crocione processionale, una croce in argento di grandi dimensioni realizzata tra la fine del XV e i primi del XVI secolo da una bottega cagliaritana, come rivela il marchio civico in caratteri gotici inciso sulla base. Colpisce la profusione di elementi decorativi a partire dal nodo a tempietto ottagonale con edicole entro le quali stanno i quattro dottori della Chiesa alternati a scene tratte dal Vecchio Testamento. I bracci della croce sono ornati da eleganti volute e da motivi a traforo lungo i profili; al centro del recto sta il Cristo crocifisso e nelle terminazioni la Madonna, San Giovanni, il pio Pellicano e la discesa di Cristo al Limbo; nel verso la Madonna al centro e i quattro evangelisti nelle testate. La presenza del marchio civico cagliaritano fa pensare a un omaggio della Municipalità alla Cattedrale: fino al 1848 la croce veniva portata in processione nella festa del Corpus Domini e dell’Assunzione a spese del Comune.